Forse
Una volta, e pure adesso, non ero un granchè nel parlare ma almeno ero bravino a scrivere; poi ho smesso perchè anche se non dette mi sembrava stessi esagerando con le parole e nella mia anonimità sono sempre stato d'accordo con Ezra Pound nel ritenere che l'incompetenza si manifesti con l'uso di troppe parole.
Purtroppo vivo in una società in cui una persona viene giudicata in termini positivi proporzionalmente al numero di vocaboli pronunciati al secondo e ciò, purtroppo, a prescindere dal carattere di cazzate posseduto dai suddetti; così mi ritrovo anch'io a volte a forzarmi nel formulare domande o frasi che mi sarei molto volentieri risparmiato.
In questi momenti accade un fenomeno inaspettato, prodotto forse di una mia schizofrenia non troppo nascosta, come se una volta rotto un argine una moltitudine d'acqua in forma verbale si riversasse dalle mie labbra costringendomi ad osservare la mia stessa spiccattissima attitudine nel proferire merdate e a riflettere con mestizia su quale delle due opzioni che mi si presentano alla mente risulti più accettabile alla cara e vecchia vanità: legge del contrappasso o appartenenza al gruppo di "tutti gli altri" ?

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