Come continuare a fare cazzate senza imparare nulla dalla vita

mercoledì, ottobre 24, 2007

Ci Risiamo

Tratto dal sito della Repubblica:

Il procuratore generale facente funzioni di Catanzaro, Dolcino Favi, ha disposto la trasmissione degli atti dell'inchiesta Why Not alla procura di Roma affinché li possa valutare il Tribunale dei ministri. Dolcino Favi. a quanto si è appreso, ha deciso la trasmissione dell'intero fascicolo processuale perché venga valutato se i reati ipotizzati nei confronti del presidente del Consiglio, Romano Prodi, e del ministro Mastella, siano stati commessi quando già erano componenti del governo o in una fase precedente.....

ci risiamo....i fascicoli riguardanti indagini su alcuni ministri vengono spediti A QUESTI MINISTRI perchè controllino che sia tutto a POSTOOOOOOOOOOOOOOOO!?!?!?!?!?
Ma siamo impazziti??
Perchè non mi lasciano allora controllare da solo se pago le tasse??
Siamo arrivati ad un nuovo livello di paradosso, anche se ciò non sembrava possibile, e non venitemi a dire che il Tribunale dei Ministri è qualcosa di DIVERSO dai ministri indagati, perchè questa osservazione di merda equivalrebbe al caso in cui facessi giudicare la mia cartella esattoriale dalla segretaria, stipendiata dal sottoscritto ovviamente, che lavora nell'ufficio accanto..

Il ribrezzo che provo aumenta ancora.

martedì, ottobre 23, 2007

L'Italia fa schifo

A Catanzaro hanno tolto l'inchiesta ad un pm, perchè ha avuto l'ardire di compiere il proprio lavoro, di non fermarsi di fronte alle etichette indicanti una qualche ormai insignificante carica pubblica, muri di gomma su cui puntualmente si infrange ogni indagine svanendo poi nella dimenticanza assoluta.
Mastella va in tv, Bertinotti intervistato da un giornale, tutti da (finta)Destra e (finta)Sinistra ripetono: "sono solo state applicate le regole"

Aspettate un attimo...le regole..LE REGOLEEEEE!!!

che cazzo vuol dire????le regole, quali regole??? non sto ponendo una domanda retorica diteci QUALI regole.

Intanto io vi suggerisco la risposta: le regole scritte da Mastella, Castelli, Berlusconi, ecc. ecc.

Ci prendono per il culo, scrivono delle regole di merda, poi combinano i loro porci comodi e dopo
dicono "abbiamo seguito le regole....", che schifo che schifo che schifo

Caro Rosu un contributo...

Questa è la lettera che, alla luce degli ultimi fatti, il fratello di Paolo Borsellino scrive a tutti noi.
Ovviamente non la si troverà tra le notizie dei TG, e difficilmente sulle prime pagine dei quotidiani. Buona lettura

"La notizia dell'avocazione da parte della Procura Generale dell'inchiesta Why Not al Procuratore De Magistris e' di quelle che lascia senza fiato.Solo un'altra volta nella mia vita mi ero trovato in questo stato d'animo.Era il 19 Luglio del 1992 e avevo appena sentito al telegiornale la notizia dell'attentato il cui scopo non era altri che quello di impedire ad un Giudice che, nelle sue indagini, era arrivato troppo vicino all'origine del cancro che corrode la vita dello Stato Italiano, di procedere sulla sua strrada.Morto Paolo Borsellino l'ignobile patto avviato tra lo Stato Italiano e la criminalita' mafiosa aveva potuto seguire il suo corso ed oggi vediamo le conseguenze del degrado morale a cui questo scellerato patto ha portato.Ieri era stato necessario uccidere uno dopo l'altro due giudici che, da soli, combattevano una lotta che lo Stato Italiano non solo si e' sempre rifiutato di combattere ma che ha spesso combattuto dalla parte di quello che avrebbe dovuto essere il nemico da estirpare e spesso ne ha armato direttamente la mano.Oggi non serve piu' neanche il tritolo, oggi basta, alla luce del sole, avocare un'indagine nella quale uno dei pochi giudici coraggiosi rimasti stava per arrivare al livello degli "intoccabili", perche' tutto continui a procedere come stabilito.Perche' questa casta ormai completamente avulsa dal paese reale e dalla gente onesta che ancora esiste, anche se purtroppo colpevole di un silenzio che ormai si confonde con l'indifferenza se non con la connivenza, possa continuare a governare indegnamente il nostro paese e a coltivare i propri esclusivi interessi in uno Stato che considera ormai di propria esclusiva proprietà.Oggi basta che un ministro indegno come il signor Mastella ricatti un imbelle capo del governo, forse coinvolto negli stessi suoi luridi traffici, minacciando una crisi di governo, perche' tutta una classe politica faccia quadrato intono al suo degno rappresentante e si esercitino in conseguenza chissa' quale tipo di pressioni sui vertici molli della magistratura per ottenere l'avocazione di un'indagine e quindi l'inoffensivita' di un giudice sensa neanche bisogno del tritolo come era stato necessario per Paolo Borsellino.Siamo giunti alla fine della Repubblica Italiana e dello Stato di Diritto.In un paese civile il ministro Mastella non avrebbe potuto chiedere il trasferimento del Dr. De Magistris titolare dell'inchiesta in cui e' indagato il suo stesso capo di governo e lo stesso ministro.Se la decisione del Procuratore Generale non verrà immediatamente annullata dal CSM, saremo di fronte alla fine dell'indipendenza della magistratura e in conseguenza dello stesso Stato di Diritto.Il Presidente Giorgio Napolitano, nonostante sia stato più volte sollecitato, continua a tacere su queste nefandezze dimostrando che la retorica dello Stato e della figura istituzionale di garante della Costituzione Repubblicana non sono diventate, in questa disgraziata Italia, altro che vuote parole.Quaranta anni fa sono andato via dalla Sicilia perche' ritenevo impossibile di vivere la mia vita in un paese in cui la legalita' era solo una parola del vocabolario, ora non ritengo piu' che sia una vita degna di chiamarsi con questo nome e quindi una vita degna di esserre vissuta quella di vivere in un paese dove l'illegalita' e' diventata la legge dello Stato."
Salvatore Borsellino

lunedì, ottobre 22, 2007

Giù le mani dai Blog!

tratto da:

http://www.partito-pirata.it/?q=node/349


Come Vice Presidente del Partito Pirata, sono costretto a chiedere ancora una volta la vostra collaborazione per impedire che ci venga tolto ancora un'altro pezzo di democrazia e di libertà. Questa volta è a rischio niente meno che il diritto di esprimere la propria opinione attraverso il web ed i blog, così come sarebbe previsto dall'articolo 21 della Costituzione della Repubblica Italiana.
Col favore delle tenebre. No, anzi... delle ferie
In pieno Agosto 2007, mentre l'intero paese era in vacanza, il solerte Ricardo Franco Levi, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha presentato un progetto di legge chiaramente concepito con il solo scopo di mettere la museruola a tutti coloro che intendono far sentire la voce della Società Civile attraverso il World Wide Web. La settimana scorsa, nel più assoluto silenzio, questo progetto di legge liberticida ha ottenuto l'approvazione del Consiglio dei Ministri, guidato da Romano Prodi. Ecco come ne ha dato la notizia Repubblica:
ROMA - Consiglio dei ministri del 12 ottobre: il governo approva e manda all'esame del Parlamento il testo che vuole cambiare le regole del gioco del mondo editoriale, per i giornali e anche per Internet. E' un disegno di legge complesso, 20 pagine, 35 articoli, che adesso comincia a seminare il panico in Rete. Chi ha un piccolo sito, perfino chi ha un blog personale vede all'orizzonte obblighi di registrazione, burocrazia, spese impreviste. Soprattutto teme sanzioni penali più forti in caso di diffamazione.
[Da Repubblica del 19 Ottobre 2007]
Scherzetto o balzello?
La prima, e la più grave, conseguenz, di questo scherzo di Halloween del nostro amato Governo è un aumento iperbolico dei costi e delle complessità burocratiche necessari per mantenere in vita un qualunque sito web, compreso un blog personale. In pratica, chiunque volesse pubblicare qualunque cosa (anche le ricette della nonna) su un blog gratuito (come Wordpress o Blogger) sarebbe comunque costretto a registrare la propria “testata giornalistica” presso il famigerato ROC (“Registro degli Operatori di Comunicazione”). Per chi non lo sapesse, il ROC è un database delle persone autorizzate dalla legge a parlare in pubblico, cioè qualcosa che esiste in due soli paesi al mondo: in Italia ed in Cina! Ecco come spiega quello che sta succedendo il quotidiano Repubblica:
“Articolo 6 del disegno di legge. C'è scritto che deve iscriversi al ROC, in uno speciale registro custodito dall'Autorità per le Comunicazioni, chiunque faccia "attività editoriale". L'Autorità non pretende soldi per l'iscrizione, ma l'operazione è faticosa e qualcuno tra i certificati necessari richiede il pagamento del bollo. Attività editoriale - continua il disegno di legge - significa inventare e distribuire un "prodotto editoriale" anche senza guadagnarci. E prodotto editoriale è tutto: è l'informazione, ma è anche qualcosa che "forma" o "intrattiene" il destinatario (articolo 2). I mezzi di diffusione di questo prodotto sono sullo stesso piano, Web incluso.”
[Da Repubblica del 19 Ottobre 2007]
Per legge, una “testata giornalistica” (come “Repubblica Online” o “Punto Informatico”) deve avere un suo Direttore Responsabile e deve essere pubblicata da una Società Editrice. Ovviamente, sia l'uno che l'altro vogliono essere pagati per il lavoro che svolgono e per le responsabilità (anche penali) che si accollano. Altrettanto ovviamente, nessun blogger sarà mai in grado di coprire questi costi. Di conseguenza, la stragrande maggioranza dei blog gestiti da italiani sono destinati a chiudere. Si noti che questo vale anche per i blog pubblicati in altre lingue e su altri mercati. Ciò che conta è infatti la residenza dell'autore.
Questo disegno di legge potrebbe quindi riuscire in qualcosa che nemmeno il giverno Cinese è mai riuscito a mettere in atto: la cancellazione dei blog dalla faccia del pianeta. Incredibilmente, potrebbe riuscire in questa opera senza nemmeno varare una legge che affermi esplicitamente che gestire un blog è illegale. Una azione come questa, infatti, susciterebbe un coro di proteste. Il nostro amato Governo potrebbe riuscire in questa impresa semplicemente innalzando i costi di gestione di un blog ad un livello inaccettabile per gli autori. Un modo molto più sottile e meno appariscente di mettere in atto una delle più odiose forme di censura che si possano concepire.
Il porto d'armi per il Blog
Ma questo è solo uno degli effetti di questo progetto di legge. L'altro è che trasformando i blog in testate giornalistiche si trasformano i blogger in giornalisti de facto ed i loro reati da semplici maracechelle in reati penali di notevole peso. In particolare, il reato di diffamazione commesso da un blogger non sarebbe più “diffamazione semplice” ma “diffamazione a mezzo stampa”. La differenza in termini di anni di galera e di euro di danni da pagare al diffamato è notevole.
In buona sostanza, chiunque volesse ancora dire la sua attraverso un blog dovrebbe agire con la stessa cautela di chi decide di portare un'arma sulla persona.
Le rassicurazioni di Mangiafuoco
Naturalmente, a fronte di un testo di questa gravità, steso nero su bianco, il Sottosegretario Levi sta spendendo una grande quantità di parole (vibrazioni dell'aria tra due persone) per rassicurare i blogger che “No, assolutamente! Non è nostra intenzione chiudere la bocca alla Società Civile ed ai dissidenti”. Ecco come riporta le rassicurazioni del sottosegretario il solito quotidiano “La Repubblica”:
Ricardo Franco Levi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e padre della riforma, sdrammatizza: "Lo spirito del nostro progetto non è certo questo. Non abbiamo interesse a toccare i siti amatoriali o i blog personali, non sarebbe praticabile".
[Da Repubblica del 19 Ottobre 2007]
Verba volant, scripta manent....
Ma è possibile una cosa del genere? O ci state prendendo in giro?
Giudicate voi stessi:
Testo della Proposta di Legge del 3 Agosto 2007” sul sito del Governo.
Il Governo riforma l'editoria. Allarme in Rete.” a epubblica Online.
Il Governo vara la Internet Tax.” a Punto Informatico.
La nuova legge sull'editoria del Governo obbligherà tutti i blog e i siti a diventare testate giornalistiche”a Civile.it.
Che fare?
Si può fare qualcosa per contrastare questo ignobile progetto di censura, degno solo della più squallida delle dittature? Si, si può fare qualcosa. Ad esempio, si può spargere la voce. Si può far sapere all'intero paese (e, se possibile, al mondo intero) che un Governo che si autodefinisce di Sinistra, vicino al popolo e difensore della Libertà, sta cercando di cancellare l'intero “fenomeno blog” dal suo ramo di Internet.
Lo si può fare ripubblicando questo testo, così come lo trovate, sui vostri siti web, ovunque possibile. Questo testo, infatti, contiene al suo interno un link a sé stesso. Ripubblicandolo su molti altri siti web si fa in modo che Google (ed altri motori di ricerca) lo innalzino nel loro punteggio (“rank”) e lo presentino tra i loro risultati migliori ogni volta che un internauta cerca il termine “blog”. In questo modo, chiunque sia interessato, anche marginalmente ai blog può essere raggiunto da questo grido di allarme. Per ripubblicare il testo, basta fare un copia&incolla.
Questa tecnica si chiama Google Bombing e, a dispetto del nome è perfettamente legale e perfettamente corretta. Potete trovare altre informazioni su questa tecnica a wikipedia: Google Bombing.
Questo è il link che mette in atto questo meccanismo:
Blog
Ovviamente, questo testo viene pubblicato con una licenza adatta a questo scopo:
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.
In oltre potete firmare la petizione che abbiamo aperto per contrastare questo disegno di legge:
Firma la petizione
Grazie della vostra collaborazione
Alessandro Bottoni
http://www.alessandrobottoni.it/
http://www.oceanidigitali.it/
alessandro.bottoni@infinito.it
alessandrobottoni@interfree.it

martedì, ottobre 16, 2007

Niente di nuovo

Questa è per la prima volta l'occasione in cui spero in un abbondante broglio elettorale...si perchè se ognuno in media avesse votato cinque volte i coglioni (veri non quelli in stile berlusconiano) sarebbero solo 6 - 700mila e non più di tre milioni. Ma come si fà?? Come è possibile?? Dove e quando gli esseri umani italici hanno sfrattato gli ultimi residui di intelligenza?
Possibile che credano ancora alla vecchia storia del "noi siamo diveris!" gridato dagli stessi balordi che da decenni infestano quel circolo di malaffare denominato Parlamento Italiano?
Veltroni una novità?
Ho trent'anni, ma da che ho memoria quel faccione neo-occhialuto me lo ricordo sempre là tra le file del PDS, dei DS, della Margherita, dell'Ulivo, del Gelsomino, del Patchouli e infine del PD (ovvero Poveri Deficienti=chi paga per votare in un'elezione i cui risultati si conoscono fin dall' inizio) ì, eletto ora come il nobile condottiero che ci porterà fissi in quel punto su cui sostiamo da una cinquanitna d'anni, lustro più lustro meno.
Qui bisogna capire una cosa molto semplice, ormai evidente a chiunque la mattina è ancora in grado di scegliersi da solo i vestiti da indossare, che l'unico modo per cambiare la situazione in questo Paese del Cavolo è assumersi ognuno un po' di responsabilità, smettere di delegare, informarsi, capire qualcosa DA SOLI e non prendendolo a prestito dai libri, TG e giornali, fregatevene se Travaglio, Ferrara (sigh) o Feltri (ari-sigh) la pensano in un modo, sono cazzi loro, invece prendete i fatti nudi e crudi (quando non siano eccessivamente distorti) e usate la testa!!! Solo riappropiandoci della capacità di analisi potremo difenderci da questi stronzoni molto poco "onorevoli".